Cos’è una startup: spiegazione con esempio pratico

L’articolo più completo con un esempio di startup per spiegarne definitivamente il significato e le principali caratteristiche.

by Redazione ICO HUB

Se stai cercando un esempio di startup per avere più chiari i passaggi da seguire, abbiamo scritto questo articolo proprio per te.

Abbiamo provato sulla nostra pelle non aver chiaro cosa volesse dire essere una startup e come potersi fregiare di questo titolo.

Perché le definizioni variano ovviamente in base al contesto e alla situazione.

Cerchiamo di mettere un punto alla questione.

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Startup vs Startup innovativa: guerra di definizioni

Il ministero dello sviluppo economico, all’interno delle sue linee guida per le startup innovative, dà questa definizione:

“La startup innovativa è un’impresa giovane, ad alto contenuto tecnologico, con forti potenzialità di crescita”.

Ovviamente per essere iscritti nella sezione speciale del Registro delle Imprese, e quindi essere certificati come startup innovativa ed avere tutte la agevolazioni del caso, ci sono dei requisiti formali, che sono indicati sempre nella pagina del Ministero.

Non soffermiamoci sui requisiti però!

Quelle indicazioni sono solo dei parametri che lo stato Italiano ha individuato per certificare quali aziende possono accedere a determinate agevolazioni e vantaggi.

La definizione dei manuali di marketing del concetto di startup è ben diversa.

Prendendo spunto da startup commons, possiamo dire che la startup è un’azienda che ha un modello di business potenzialmente ripetibile e scalabile velocemente, spesso basata su prodotti o servizi ad alto contenuto tecnologico.

In pratica, un’azienda con un potenziale di crescita smisurato ad alto rischio.

La scalabilità è la capacità di un’azienda di crescere esponenzialmente senza dover aumentare i costi fissi (o comunque aumentandoli di poco) e aumentare di poco i costi variabili con la crescita.

La ripetibilità è invece la possibilità di adattare il business in diversi contesti e situazioni, nel tempo.

Cerchiamo di capire meglio questa definizione attraverso un esempio di startup.

Guida alla definizione tramite un esempio di startup

Prendiamo un esempio classico della silicon valley: Netflix.

Netflix era a tutti gli effetti una startup, anche quando inviava DVD a noleggio per posta ai propri abbonati, prima di essere una piattaforma di streaming.

Con lo sviluppo della piattaforma di streaming, ancor di più.

Questo perché aveva un modello di business che era:

  • Scalabile, visto che i costi di mantenimento della piattaforma sono quasi fissi all’aumentare del numero di abbonati;
  • Ripetibile, perché la piattaforma era facilmente adattabile a ogni nazione nel mondo e ha reinventanto la fruizione di contenuti di intrattenimento, dimostrando di non essere una moda temporanea.

Altri fattori che definiscono una startup

La scalabilità e la ripetibilità di un’impresa sono due dei principali fattori che gli investitori prendono in considerazione per valutare una startup.

Altri fattori sono la dimensione del mercato di riferimento e la composizione del team.

Un mercato troppo ristretto o ancora non pronto al servizio dell’azienda, rischia di inceppare la crescita della startup.

Così come la composizione di un team all’interno del quale mancano competenze fondamentali.

Una startup inoltre, propone un prodotto / servizio con un alto tasso di innovazione, spesso legato all’utilizzo del digitale.

Anche perché il digitale permette nella quasi totalità dei casi di raggiungere i requisiti di scalabilità e ripetibilità di un progetto.

Ma come si può valutare il potenziale di una startup?

Sempre startup commons ci fornisce un modello molto interessante di valutazione del potenziale di una startup.

Questo modello prende in considerazione 6 parametri fondamentali:

  • La scalabilità;
  • La struttura del team;
  • L’impegno e la dedizione del team;
  • Le ambizioni di crescita;
  • La dimensione del mercato;
  • E il timing del mercato.

Secondo questo modello, il punto di potenziale massimo è quello che vede:

  •  un’alta scalabilità;
  • un team strutturato con competenze bilanciate e con forte impegno, oltre che con ambizioni di crescita;
  • un mercato ampio pronto ad accogliere il prodotto / servizio.

Quindi ogni startupper dovrebbe analizzare questi parametri per capire la probabilità di successo o meno.

Sostanzialmente, la definizione di startup è molto più articolata di quello che si crede, ma quello che conta è costruire un modello di business con la potenzialità di arrivare velocemente a generare un ritorno sugli investimenti elevatissimo.

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